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...il vero lusso sta nella semplicità


Il cielo in una stanza: l'osservatorio astronomico

Il cielo su Villa Ferraia
Dicembre 2011

Il cielo su Villa Ferraia
Gennaio 2012

Clicca per ingrandire La costellazione del Toro (15/12/2011)
Clicca per ingrandire Cielo visibile da Ferraia alla mezzanotte del 15/01/2012

La riscoperta dei quattro elementi primordiali inizia dall'aria. Lontano dall'inquinamento visivo delle città, l'osservatorio astronomico di Villa Ferraia, situato su una collina a 350 m slm e immerso nel bosco, offre ai suoi visitatori esperienze indimenticabili.
Da questa postazione privilegiata si può puntare il cielo grazie a una superba tecnologia di telescopi professionali: Meade LX 200 R14'' f/10 con GPS; camera ccd per riprese deepsky planetarie e lunari con collegamento diretto a un maxischermo, rete in fibra ottica collegata con la sala conferenze, sala riunioni per 25 persone e collegamento fast internet.
Unicum di questo luogo, l'osservatorio è stato selezionato dall' U.A.I. (Unione Astrofili Italiani) come struttura qualificata per ospitare riunioni e convegni di astrofili.

Coordinate: 43° 07, 287 N – 11° 16, 430 E

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Gennaio 2012
Dicembre 2011

Fra le costellazioni più significative del cielo invernale c'è senz'altro il Toro, la seconda costellazione dello Zodiaco, uno dei gruppi più cospicui del cielo stagionale, per quanto non abbia una forma davvero caratteristica, e non somigli certamente a un toro. Nella mitologia rappresenta il toro bianco in cui si tramutò Giove quando voleva rapire Europa, figlia del re di Creta. La costellazione risulta particolarmente facile da individuare perchè il suo astro principale, la stella rossa di prima grandezza Aldebaran, è allineata con la Cintura di Orione.
Estendendosi da Aldebaran in una sorta di formazione a V si trovano le stelle delle Iadi, uno degli ammassi aperti più belli. Mitologicamente le Iadi erano le figlie di Atlante ed Etra, sorellastre delle Pleiadi. Senza dubbio le Pleiadi occupano il posto d'onore tra gli ammassi aperti: sono note fin da tempi molto antichi, e quasi ogni civiltà ha creato leggende su di loro. Omero nell'Odissea scrive che Ulisse "si mise al timone e non dormì mai, tenendo gli occhi fissi sulle Pleiadi", e vi sono tre citazioni nella Bibbia - per esempio, "Puoi tu stringere i dolci legami delle Pleiadi, o allentare le catene di Orione?" (Giobbe 38: 31).
Il soprannome di "Sette Sorelle" per l'ammasso indica che a occhio nudo dovrebbero essere visibili sette stelle, e questo è vero per persone con una vista media, ma chi ha la vista acuta può distinguerne di più. Il membro più brillante dell'ammasso delle Pleiadi è Alcione. Le successive in ordine di luminosità sono Elettra, Atlante, Merope, Maia, Taygete, Celeno, Pleione e Asterope: in totale, quindi, le stelle dell'ammasso aventi nomi propri sono nove. Tutte queste stelle sono calde e bianco-bluastre: l'ammasso infatti è molto giovane, con un'età stimata di solo pochi milioni di anni.

Box - Le Geminidi A metà dicembre, e in particolare la notte fra il 13 e il 14, si verifica il picco della pioggia meteorica annuale delle Geminidi, che prendono il nome dalla costellazione zodiacale dei Gemelli, da cui sembrano provenire per effetto prospettico. In generale le meteore si osservano meglio dopo mezzanotte, quando l'emisfero buio della Terra è dalla parte "che conduce" e le meteore si "infrangono" nell'atmosfera a velocità maggiore, ma per le Geminidi l'attività di picco è tipicamente intorno alle ore 23 del 13 dicembre, quindi conviene tenerle d'occhio tutta la notte, freddo e tempo meteorologico permettendo!
Solitamente le Geminidi offrono un bello spettacolo, anche se considerato meno spettacolare di quello delle Perseidi di agosto, che quest'anno sarà purtroppo disturbato dalla Luna (piena il 10 dicembre). Ma le meteore possono sempre sorprenderci: meglio non farsi trovare impreparati!

Emiliano Ricci
Osservatorio Astronomico di Villa Ferraia

Gennaio è un mese durante il quale, grazie alle lunghe notti invernali, è praticamente possibile osservare una grandissima quantità di costellazioni, a patto naturalmente di cominciare le nostre "passeggiate celesti" non appena fa buio e di terminarle poco prima dell'alba (magari muniti di un abbondante thermos di caffè, oltre che ben coperti per evitare di prendere un malanno!).
Iniziamo dando un'occhiata verso settentrione. Non molto alta sull'orizzonte ed un po' spostata verso destra - ovvero verso nord-est - rispetto al nord esatto non sarà difficile individuare la forma del Grande Carro, ovvero l'asterismo costituito dalle sette stelle più brillanti della costellazione dell'Orsa Maggiore. Unendo idealmente le due stelle più in alto (Dubhe e Merak) e muovendoci con lo sguardo verso sinistra troveremo una stella non luminosissima: la Stella Polare, che identifica la direzione verso cui punta l'asse di rotazione del nostro pianeta. Tutto il cielo sembra apparentemente ruotare attorno a questo piccolo puntino luminoso. Proprio per questa loro proprietà di indicare la Stella Polare, Dubhe e Merak sono note anche con il nome di "Puntatori". Proseguendo oltre la Stella Polare lungo questa stessa direzione troveremo con estrema facilità prima la costellazione di Cefeo e poi la luminosa costellazione circumpolare di Cassiopea.
Adesso corriamo con lo sguardo verso occidente. Entro la prima metà del mese non ci sarà difficile assistere al tramonto, in sequenza, delle tre stelle che illuminano il cielo estivo e per questo designate con il nome collettivo di "Triangolo estivo": Altair, nell'Aquila, Vega, nella costellazione della Lira, e, infine, Deneb, nel Cigno, scenderanno inesorabilmente sotto l'orizzonte. Ad accompagnarle, fino a tre ore dopo il tramonto del Sole, ci sarà il pianeta Venere, brillantissimo, nel periodo migliore di osservabilità.
Ma è volgendo lo sguardo verso sud che i nostri occhi incontrano lo splendido cielo invernale. In un'ideale ghirlanda di stelle, andando da sud-est a sud-ovest e dal basso verso l'alto, tagliando in pratica in diagonale il cielo sopra l'orizzonte meridionale, troviamo prima Sirio, l'astro più brillante del cielo, nella costellazione del Cane Maggiore, le tre stelle della cintura di Orione, costellazione dove spiccano brillantissime la gigante rossa Betelgeuse e la caldissima Rigel, Aldebaran, altra gigante rossa nella costellazione zodiacale del Toro, e l'ammasso stellare delle Pleiadi. Spostando ancora gli occhi, possiamo scorgere Capella nell'Auriga, Castore e Polluce nei Gemelli, Procione nel Cane Minore e il luminosissimo pianeta Giove, il gigante del Sistema Solare, ancora visibile a sud-ovest nella prima parte della notte.
Abbiamo quasi terminato il giro sull'orizzonte. Diamo un rapido sguardo ad est per vedere il Leone appena sorto, seguito a ruota nel corso della nottata dalla costellazione di Bootes (il bifolco), con la rossa Arturo, dalla Vergine, con la bianca Spica, dalla Corona Boreale con la brillante Gemma, tutte a darci un piccolo assaggio del cielo tipico che ci accompagnerà in primavera. A cavallo fra Vergine e Leone si trova in questo periodo Marte, il pianeta rosso.
Ma arrivando a poche ore prima dell'alba è possibile veder splendere il pianeta Saturno, di cui al telescopio è possibile osservare il suggestivo sistema di anelli. Ma forse, un po' infreddoliti e con il thermos di caffè ormai finito, è arrivata l'ora di andare a letto. Fra qualche mese avremo tutto il tempo per goderci Saturno e le meravigliose galassie che popolano il cielo primaverile, e in condizioni climatiche sicuramente più favorevoli!

Emiliano Ricci
Osservatorio Astronomico di Villa Ferraia